Perù andino: Arequipa, Uros e Taquile

Per il nostro viaggio di nozze, io e mio marito abbiamo scelto una meta un pò diversa dalle "solite" Seychelles/Bahamas/Maldive e siamo andati in Perù. Complice il fatto che mio marito non tornava a casa da ben sei anni,ne abbiamo approfittato anche per fare un giro nei luoghi più famosi(ci siamo fatti mancare solo l'Amazzonia...sarà per la prossima volta!).
 Il nostro viaggio è durato  22 giorni, i primi dieci con una gita organizzata e gli ultimi dodici per conto nostro a Lima, città che mio marito conosce benissimo.
Per la sua lunghezza, ho deciso di dividere il viaggio in almeno 3-4 post perchè altrimenti sarebbe impossibile descriverlo!
Arriviamo a Lima il 29 gennaio, in piena estate, dopo ben 15 ore di volo da Roma.
Per la prima volta prendiamo la Iberia, e onestamente ci troviamo malissimo: hostess e steward svogliati e maleducati come non mai e cibo scarsissimo, sarà un caso per carità ,ma da una compagnia di bandiera così famosa mi aspettavo qualcosa di meglio. Un tramezzino (UNO) a cena non è una cena in un viaggio di 15 ore...o sbaglio?
Trascorriamo un giorno a Lima all'Hotel San Augustin Exclusive, dove ci offrono una bottiglia di spumante Intipalka e un Pisco Sour, il tipico cocktail del Perù ,e poi partiamo per la città di Arequipa con volo interno Lan che consiglio a tutti: per un'ora e mezza di viaggio ci danno una bella colazione e sono tutti gentilissimi.

Alloggiamo all'Hotel Sonesta Posada Del Inca, dove ci offrono un altro Pisco Sour :)
La città di Arequipa si trova a 2400 mt di altitudine , c'è un pò di vento ma fa piuttosto caldo perchè c'è un bel sole. E' conosciuta anche come "la città bianca" , ma non perchè le sue costruzioni siano bianche ma perchè anticamente era una città molto popolare fra gli spagnoli, tanto che vi abitavano 7000 iberici a fronte di circa 2000 nativi. Mentre giriamo per le viette del centro penso che mi sembra quasi di essere in quel telefilm di Zorro degli anni '70, ricordate? !


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Dopo un giretto al belvedere, visitiamo il Monastero di Santa Catalina, tutto costruito in stile spagnolo e pitturato di rosso e di blu. Quì dentro vi entravano le ragazze spagnole come suore di clausura, che lo volessero o no, pensate a quante di loro avranno sofferto per le decisioni dei loro genitori...
Le più ricche avevano stanze grandi e belle, quasi dei mini appartamenti, e si portavano dietro perfino una serva.
Il monastero è una piccola città, ci sono cucine e fontane per lavare i panni e ogni vietta ha il nome di una città spagnola.
Il sole è forte ma io non ho il cappello, così mi è toccato aprire l'ombrello per non bruciarmi!

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Torniamo in albergo a riposare e mangiamo sul ristorante che ne condivide la terrazza: assaggiamo il tipico piatto di Arequipa, l'Ocopa, patate lesse con una bella salsina, accompagnate da succo di papaya.
Arequipa è molto interessante, sembra proprio una città europea e siamo contenti di averla visitata anche se per un solo giorno perchè è una delle mete più famose e ambite .


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Il giorno seguente, ci alziamo di buon ora per prendere l'autobus per Puno. Sono ben sei ore di viaggio su per la montagna, si sale di molto passando da 2400 mt a 3800....il paesaggio è magico, desertico,pieno di cactus e alberelli spontanei, incontriamo una casa ogni 15 kilometri!ci sembra che da un momento all'altro vedremo scendere dalla montagna un antico inca.Purtroppo  la strada è tutta curve ed arriviamo esausti! ci accoglie una leggera pioggerella: se a Lima è piena estate, quì in montagna è la stagione delle piogge. Ci accompagnerà per tutta la vacanza, per fortuna senza grandi problemi.
Appena arriviamo all'hotel Eco Inn assaggiamo il mate de coca, che si trova in tutti gli alberghi d'alta quota.E' molto usato dalla popolazione andina e conosciuto fin dai tempi degli incas per i problemi legati all'altitudine e come energizzante, visto che quassù ci si stanca prima. E' buonissimo!! provatelo!

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La mattina dopo, c'è un pò di pioggia ma si parte lo stesso per il lago Titicaca. Le isole degli Uros si raggiungono in una ventina di minuti, mentre per Taquile ci vogliono ben tre ore.
Il lago Titicaca è grande 27 volte il lago di Garda (!!) e quando ti ci trovi in mezzo ti sembra di essere sperduto nell'oceano. A causa del maltempo il lago è molto mosso e in due o tre occasioni per poco non ci escono fouri gli occhi... comunque in un modo o nell'altro raggiungiamo le isole degli Uros , e facciamo sosta sull'isola Gaviota(gabbiano), dove ci accolgono due donne e una bimba. Gli uomini sono tutti a pesca, a volte restano fouri per giorni interi.
Le donne ci spiegano come hanno costruito la loro isola, con giunchi chiamati totora che utilizzano anche per le barche . Solitamente su ogni isola vivono 2 o 3 nuclei familiari, in uno spazio veramente ristretto,e mentre gli uomini escono per la pesca, le donne si occupano dell'isola,di accogliere i turisti e di confezionare abiti e souvenir da vendere per sbarcare il lunario. Quì la gente è amichevole e aperta, ci cantano delle canzoni e mi fanno vestire con i loro coloratissimi abiti. La popolazione non è autoctona del luogo, in quanto i veri Uros si sono estinti nel 1960.
Camminare su una di queste isole è una sensazione stranissima, sono morbide e sembra quasi di affondare!

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Dopo tre sballonzolanti ore arriviamo finalmente a Taquile: uno dei posti più belli che io abbia mai visto.
All'inizio ci sembra quasi la Sardegna, con quelle scogliere e l'acqua azzurra e limpidissima. L'entroterra invece è tutta un'altra cosa, quì si vive ancora come cento anni fa. Non ci sono vere e proprie strade ma solo viottoli di sassi, dove tutti , anche i bambini, trasportano tutto a spalla. Sono una comunità molto unita e soprattutto chiusa e molto timida, si vergognano quando li saluti!
Impariamo cosa significano i loro abiti: gli uomini sposati indossano una borsetta per le foglie di coca, un cappello rosso e una cintura (o almeno uno di questi elementi). La cintura è intessuta dalla futura sposa, che la ricama con simboli di cui solo lei conosce il significato,e la sera prima del matrimonio li rivela anche al fidanzato. La sottocintura ,che serve sia a mantenere rigida la cinta che a proteggere la schiena , è fatta di lana di alpaca in cui sono intrecciati i capelli della futura sposa.
Il rosso è il colore degli uomini sposati, il bianco e il rosso dei bambini.
Tra gli uomini, quelli più importanti indossano il tipico copricapo peruviano con le orecchie, mentre uno molto in vista (ad esempio il sindaco) indossa questo più una tesa.
Le bambine indossano un cappello marrone con la visiera fino ai 6 anni, dopodichè lo sostituiscono con una lunga mantella nera con i pon-pon colorati: se i pon-pon sono grandi significa che la ragazza non è sposata.  A volte questi pon-pon vengono portati anche in mano come fossero fiori.
Tutti gli abiti sono fatti a mano da loro, e quì infatti si vedono di continuo uomini e donne con il fuso e l'uncinetto in mano.  Dopo i 6 anni i genitori smettono di cucire abiti ai figli perchè questi devono imparare da soli,ed è motivo di orgoglio imparare a lavorare bene i tessuti tanto che fa parte del corteggiamento mostrare ad una ragazza quanto siano belli i propri lavori.

La cultura di questa isola mi è piaciuta tantissimo, soprattutto il fatto che quì la vita sia così semplice. Questa gente abita in un posto unico, ha una propria cultura ancora molto viva e una farmacia naturale a disposizione.

Andiamo poi a pranzo in un ristorantino dove ci servono trota del lago Titicaca (ovviamente!) accompagnata da zuppa Inca( minestra con verdure), gelatina per dolce e tisana di muña, un'erba usatissima su quest'isola.
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La giornata è già finita ed è ora di ripartire purtroppo. Il viaggio di ritorno è decisamente migliore, è uscito il sole e l'acqua è tranquilla. Arrivati in albergo siamo tutti rossi in viso: le creme solari italiane sono troppo leggere a quattromila metri!


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nella prossima puntata Ollantaytambo e Machu Picchu, stay tuned!

Commenti

  1. Hello, Katia! This was a wonderful adventure. It is fascinating to read all that you learned about the native people you encountered and see pictures of your travels. I hope you are enjoying married life. I have subscribed to your new blog and am eager to see and read more about your honeymoon trip. Stay well, dear friend!

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  2. Thanks Tom!
    This is a part of Perù not very known, hope you will like my new blog!

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