Recensione : La piccola Parigi di Alessandro Tonoli



Questo racconto di Alessandro Tonoli inizia in un giorno come tanti , uno di quelli in cui esci da scuola e vai a casa dei nonni perché mamma e papà non ci sono .

Ma non è un giorno come tanti , e la piccola Chiara lo capisce quando il nonno, rimasto vedovo da poco, decide di raccontarle una storia incurante delle sue proteste perché lei vorrebbe invece mangiare.


Le racconta di una misteriosa bambina, (un angelo? una fata ?chissà ) che apparve altrettanto misteriosamente nel loro paesino , Cabiate, portando una gioia e una tenerezza tali da sconvolgere i cuori anche di coloro che, come il nonno di Chiara, credevano di essere incapaci di aprirsi agli altri.


La sua infantile convinzione di poter far germogliare la Torre Eiffel nel mezzo di un giardino , innaffiandola con le proprie lacrime, nascondeva in realtà ben di più : il suo gesto serviva a far scoprire l’amore, non quello fugace e passeggero di una stagione ma quello che unisce per tutta la vita, e quello più forte che nemmeno la morte è in grado di spezzare è toccato proprio ai nonni di Chiara.


I tanti ricordi in cui il nonno dice di affogare la malinconia per la scomparsa della moglie non sono sufficienti a fargli sopportare un’esistenza di solitudine , il desiderio di rivedere la sua compagna di vita è talmente potente da fargli desiderare di andarsene e di raggiungerla, perché alla fine quello che in vita ha unito così tanto due persone non può tramutarsi in un nulla all’improvviso.


Grazie a quella bambina di cui nessuno sapeva il nome o l’indirizzo , quella piccola Mary Poppins venuta da chissà dove a rimettere a posto i pezzi della vita degli altri e chissà dove fuggita ,anche la piccola Chiara capirà di essere legata al destino dei suoi nonni, a qualcosa di grande, che l'anziano, come tutti i bravi nonni, ha tramandato grazie alla memoria.


Vi consiglio la lettura di questo racconto, che sebbene si componga di sole 60 pagine, vi trasporterà fuori dal tempo .

Ringrazio Alessandro Tonoli per avermelo fatto scoprire, l'ho letto veramente tutto d'un fiato.



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