Recensione : Il Bambino Con I Petali In Tasca di Anosh Irani


Il piccolo Chamdi ha solo dieci anni quando decide di fuggire dall'orfanotrofio di Bombay in cui è cresciuto per mettersi alla ricerca del padre che lo ha abbandonato appena nato, incurante delle raccomandazioni della signora Sadiq, la direttrice, di non avventurarsi mai per la città da soli perché i bambini diventano facili prede di uomini senza scrupoli e perché la città è insanguinata da continue guerre di religione fra indù e musulmani.
Una volta per strada però Chamdi si rende conto di non sapere assolutamente come sopravvivere là fuori .
Per fortuna incontra due fratelli della sua età, Sumdi e Guddi, che per strada ci vivono da sempre. Oltre a loro stessi devono badare anche ad Amma, la loro mamma, impazzita per il dolore dopo la perdita del marito, e al loro fratellino appena nato che si trova già in fin di vita per le troppe privazioni.
Grazie a Sumdi Chamdi fa la conoscenza di Anand Bhai , il perfido boss che gestisce il racket delle elemosine , che lo prende a lavorare per lui.
Ben presto i due fratelli lo mettono a parte del loro piano : rubare i soldi di un tempio in modo da racimolare abbastanza denaro per lasciare Bombay per sempre.
Il pensiero del furto scatena un tormento interiore in Chamdi , perché in cuor suo sa che rubare è sbagliato ma ne va della loro sopravvivenza ; restare a Bombay significa rassegnarsi ad una vita di stenti al servizio di Anand , che decide della tua vita o della tua morte in meno di un minuto.
Il giorno del furto però i musulmani fanno saltare in aria il tempio e per salvare la vita di Guddi Chamdi è costretto ad indebitarsi con Anand più di quanto egli stesso creda : la vita di strada trasformerà Chamdi da bambino in uomo in soli tre giorni.

Questo tascabile di poco più di duecento pagine è stato definito l'Oliver Twist in versione indiana : se però in Oliver possiamo parlare di un'epoca di ingiustizia sociale ormai scomparsa , qui la troviamo ancora tutta presente.
In India la maggioranza della gente vive molto oltre la soglia di povertà e il problema dei bambini di strada è lungi dall'essere scomparso.
Inoltre per Oliver c'è un lieto fine che gli farà dimenticare tutte le brutture che ha dovuto sopportare mentre qui sono solo la speranza di una vita migliore e i sogni "che non costano soldi" a dare la forza ai protagonisti per andare avanti anche quando tutto è ormai cambiato per sempre.

Mentre si legge questo libro non si può fare a meno di pensare ma veramente è possibile vivere così? Ma in tutto ciò il Governo dov'è?
Non è possibile che nessuno si accorga di migliaia di bambini che ormai sono più adulti degli adulti stessi ,figli di nessuno che vagano senza meta finchè una malattia o un incidente non li priverà anzitempo della vita.
Eppure è così.
Mentre leggevo questo libro mi sono tornati alla mente i ricordi dei miei viaggi in India.
Quando Chamdi e gli altri mendicanti si riuniscono nei giardini di Anand per fare il punto della giornata , il bambino si stupisce di quante deformità veda tutte riunite in quello spazio : è proprio ciò che pensai io all'epoca dell'India, a quante persone portatrici di handicap si vedessero in giro, una cosa a cui i nostri occhi non sono più abituati.
E quelle deformità fisiche non sempre sono il risultato di una malattia o una di fatalità alla nascita : i boss sanno bene che più un mendicante fa pena e più rende, ricordate The Millionaire ?
Certa gente non si fermerebbe davanti a niente e nessuno e usa la scusa della povertà per sfruttare bambini soli ed emarginati . Ricordo che un giorno ad Agra mi si avvicinò un bambino per chiedere l'elemosina ma non avendo molte monete gli detti solo quello che avevo nel borsello, anche perché per fare l'elemosina a tutti in India bisognerebbe essere miliardari e non basterebbe. A poca distanza da noi c'era un vecchio vestito di giallo, che all'inizio avevo scambiato per un sadhu, che richiamò a sé il bambino : parlottarono indicandoci e poi il bambino tornò da noi per chiederci più soldi.
Lì fu tutto chiaro.
Questo libro non è facile da leggere, soprattutto perché ci riporta alla mente quanto male , fisico e spirituale, esista nel mondo e di quanto poco si possa fare . Il merito di Irani però è quello di aver mantenuto uno stile leggero e a volte infantile che fa risultare il libro leggero pur nella sua tragicità.
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Commenti

  1. Hi, Katia!

    You wrote another fine book review, dear friend! Chamdi's story is indeed depressing, for he represents countless homeless children and adults living in desperate conditions in the streets of major cities all over the world including here in the United States of America. Surely the book had an even greater impact on you because you traveled to India and saw the abject poverty with your own eyes.

    Thank you for telling me about The Child With Petals in Pocket. Enjoy the days remaining in your week, dear friend Katia!

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